La nostra storia

Arrivando a San Daniele del Friuli la prima cosa che si scorge da lontano è la collina su cui il paese di adagia, con il caratteristico campanile che svetta su un cielo adornato dalle montagne. È proprio qui che è nato e cresciuto nostro nonno, Giovanni Prolongo… ed è qui che ha realizzato il suo sogno più profondo: creare un prosciutto unico, il suo Prosciutto di San Daniele.

Giovanni fin da giovane iniziò a lavorare come norcino per le famiglie della zona imparando così un mestiere che è poi diventato tutta la sua vita. Andava di casa in casa guadagnando così i primi soldi. A 19 anni tuttavia ebbe una paga molto speciale. Un giorno lavorò proprio per il fotografo del paese che, come compenso per un’intera giornata di impiego gli scattò e regalò una foto mentre era all’opera a realizzare prosciutti e salumi vari. A quell’epoca, nel 1931, avere una propria fotografia era una vera rarità. Quella stessa foto è appesa oggi in Prosciuttificio.

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Quando guardiamo quell’immagine storica ammiriamo i lineamenti del viso del nonno. I suoi tratti gentili ma al contempo decisi ci permettono di far riaffiorare la sua anima di uomo caparbio e lungimirante. Un abile artigiano colmo di passione. Lavorò molti anni come semplice operaio sotto padrone, prima per un azienda alimentare di paese che faceva dalla torrefazione del caffè alla produzione degli insaccati e poi per un salumificio più grande con sede a Casatenovo in Brianza. Per un lungo periodo ha infatti sacrificato la vicinanza alla famiglia nell’intento di guadagnare qualche lira in più.

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Rientrava solo il fine settimana per trascorrere del tempo con i 4 figli e la moglie Rina fino a che lo stesso salumificio aprì una filiale a San Daniele e poté così riavvicinarsi a casa. Giovanni però non era contento della paga troppo bassa che riceveva. Sapeva di essere bravo nel suo lavoro e allora si fece coraggio e chiese un aumento. La risposta fu secca: no. Gli dissero che alla sua età doveva accontentarsi e che non avrebbe trovato di meglio. La sua passione però era più forte di qualunque ostacolo; se non poteva trovare un posto di lavoro migliore poteva però fare del suo lavoro un mestiere. Proprio grazie questo fuoco sacro che gli ardeva dentro decise di passare da operaio dipendente a produttore artigiano, fondatore di quel Prosciuttificio che oggi è la nostra eredità. È partito da zero ed ha saputo rischiare, lasciando un posto di lavoro malpagato e che gli stava stretto per creare dal nulla la sua azienda. Nutriamo una grande ammirazione per lui.  È stato uno dei primi prosciuttai ed ha contribuito e partecipato negli anni ’60 alla fondazione del Consorzio del Prosciutto di San Daniele, gettando le basi del Disciplinare di Produzione che ancora oggi viene usato per stagionare le cosce a regola d’arte.

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Pensiamo spesso alle parole di nostro padre quando ci racconta che il nonno ha preso questa decisione e cambiato la sua vita in un momento in cui ormai era un uomo adulto, di mezza età, sposato e con figli. Pochi risparmi e tante responsabilità. D’un tratto pensiamo: “Ma non ha avuto paura? Di perdere tutto, di fallire, di essere troppo vecchio per una scelta cosi azzardata? Non si è sentito solo? Non si è sentito stanco?” Poi ci rendiamo conto. Non era solo, ha saputo coinvolgere moglie, figli, parenti e amici in questa sua impresa. Era stanco, certo, ma ripagato. Avrà avuto paura forse ma l’ha saputa usare come un monito ed uno stimolo per creare un futuro migliore dell’oggi. Dietro il Prosciutto Prolongo c’è tutto questo. Una storia fatta di generazioni che si susseguono e vivono un sogno iniziato più di mezzo secolo fa. Nella casa della nostra infanzia c’è un quadro in soffitta con attaccate vecchie foto in bianco e nero. Si vedono i lavori di costruzione dell’abitazione e del Prosciuttificio, l’una vicino all’altro come due anime in simbiosi. Da uno spiazzo vuoto, mattone dopo mattone, giorno dopo giorno, nostro nonno ha saputo dare forma alla sua vita, al suo sogno, alla sua passione. Ancora oggi noi lavoriamo in quell’edificio storico, immerso in mezzo alle case nel cuore del paese e manteniamo viva la sua memoria e il suo ricordo tramite i prosciutti che continuiamo a produrre. Nostro Papà Lucio ha continuato il percorso dell’azienda affiancandosi al nonno e cercando di specchiarsi in lui per imparare quel mestiere artigianale fatto di tante minuzie, un’arte che è molto più di un gesto, una magia che porta a trasformare ciò che è normale in qualcosa di meraviglioso. Come si sarà sentito nostro papà? Quale sarà stato il rapporto con il nonno? È bello ascoltare le sue parole quando ne parla ed il modo speciale con cui lo ricorda. Come un grande uomo forte e generoso che aveva tutte le risposte.

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In quegli anni il lavoro era molto pesante e richiedeva dedizione ma il carattere gioviale di nostro padre gli faceva superare la fatica fisica nell’attesa di assistere a un primo assaggio ed essere ripagato dei tanti sforzi. Un passo alla volta l’azienda ha iniziato a essere sempre più conosciuta e apprezzata. Sia nostro papà che nostra Mamma Lucia hanno continuato questa avventura. Se lui ha portato avanti la produzione lei ha saputo posare le sue mani gentili e la sua mente aperta sull’immagine dell’azienda. Il suo amore per la poesia e la filosofia hanno saputo donare rilievo alla nostra lavorazione artigianale, evocandola e comunicandola anche all’esterno, a chi di noi non sapeva nulla. Nostro padre ci dice sempre che la frase che usiamo spesso “Il dono di un artigiano” l’ha coniata lei e noi sorridiamo con un piccolo velo di malinconia nel cuore. Quando è mancata ha portato con sé un pezzetto di tutti noi, ma in cambio ci ha lasciato tanto, una quantità inestimabile di ricordi e amore. Noi nipoti abbiamo preso la decisione di portare avanti la visione che ha guidato nostro nonno tanti anni prima. Se negli ultimi anni la modernità e l’industrializzazione si sono fatte strada in molte aziende noi abbiamo scelto di mantenere rigorosamente la lavorazione tradizionale del prosciutto tramandata nel corso del tempo. Portare avanti una realtà artigianale non è affatto facile, è una sfida. Tutte le volte che iniziamo a stagionare un prosciutto è un rischio a 16 mesi. La natura spesso fa dei brutti scherzi e tu devi essere ricettivo ed agire di conseguenza. Tuttavia il nostro obiettivo è chiaro: privilegiare la qualità alla quantità. È per questo che giorno per giorno ricalchiamo i movimenti visti fare innumerevoli volte dal nonno e dal papà. Le lavorazioni vengono ancora fatte a mano, toccando i prosciutti uno per uno, controllandoli quotidianamente, sentendo il loro profumo e scorgendo il loro essere. Grazie all’esperienza ci muoviamo in maniera che ogni singola coscia diventi un prosciutto da primo premio. È un contatto sia fisico che mentale come se fossero i prosciutti dei “figli” e noi i genitori che ne seguono i progressi. Con ogni coscia è amore a prima vista.

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La tradizione è stata mantenuta non solo nel lavoro artigiano ma anche e soprattutto nella stagionatura al naturale. Niente aria condizionata, solo natura, quella stessa natura che aleggia a San Daniele e lo circonda e che da sempre è il suo segreto. Niente artifizi, sono solamente le brezze di mare e di monte che per molti mesi accarezzano i nostri prosciutti e li stagionano in maniera naturale Molte volte ci è capitato di camminare da soli, in silenzio, lungo i corridoi delimitati dalle scansie in legno disposte nell’ampio salone al primo piano del nostro prosciuttificio. Una schiera numerosa di prosciutti appesi a fissarci. È qui che ogni giorno si assiste ad un piccolo miracolo capace di trasformare una semplice coscia fresca in prosciutto unico. “Una finestra ad ogni metro, orientate da Nord a Sud, senza il vetro, solamente con la tapparella che ogni giorno viene aperta e chiusa a mano a seconda del clima esterno”. È questo quello che diciamo quando accompagniamo un visitatore durante un tour guidato. Sì, è proprio così, anzi… è molto più di questo. È un incontro di brezze di mare e di monte. L’aria scorre libera ma la natura ci chiede attenzioni. Aprire e chiudere, ogni giorno, solo alcune o tutte… queste finestre sono il simbolo di un’arte. Le sapienti mani del nonno hanno sfiorato queste stesse tapparelle… e ora tocca a noi perpetuare i suoi gesti e proseguire in una direzione legata alle tradizioni del passato e all’amore del prodotto.

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Siamo sicuri che lo stesso sentimento è condiviso da tutti i nostri dipendenti e collaboratori. Siamo in pochi, ma sicuramente una valida squadra! Denis e Sandro seguono oggi giorno instancabilmente la produzione. Anna è il dolce sorriso che accoglie i clienti nel nostro negozio dedicato all’interno dell’azienda, dove un selezionato numero di prosciutti è riservato alle persone che ci vengono a trovare direttamente a San Daniele. Rosa e Gigliola sono le nostre segretarie che ci aiutano a tenere in ordine tutte le varie scartoffie e si occupano di spedire gli ordini che ci arrivano attraverso il negozio online per tutti coloro che anche da lontano vogliono ricevere e gustare una fetta dal sapore tipicamente friulano. In egual modo siamo certi anche che lo stesso cliente ristoratore o negoziante che sceglie di acquistare proprio un nostro prosciutto condivide appieno questo sentimento e, in un certo qual modo, entra a far parte della nostra storia. Noi lo vogliamo accompagnare nello spiegare ai suoi di clienti perché il nostro prosciutto è unico e qual è la realtà che lo caratterizza da 3 generazioni. Per farlo vogliamo dargli la possibilità di vedere l’azienda, capire le lavorazioni, toccare con mano il frutto del nostro lavoro in maniera che anche lui conosca il prodotto e lo sappia valorizzare al meglio. Il nostro desiderio più grande è quindi oggi una realtà. La passione di nostro nonno e dei nostri genitori è la stella cometa che ci indica la strada, e ci guida nella giusta direzione. È quel sesto senso che ci permette di continuare a dire che il Prosciutto Prolongo è proprio un dono, il dono di un grande artigiano del gusto dal 1957!

Alessio e Arianna Prolongo

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